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In maniera semplice e concisa vogliamo illustrarti cosa dice la normativa sull’installazione di impianti fotovoltaici relativa al 2022-2023. Ci sono due motivi principali per cui l’installazione di pannelli solari per la produzione di elettricità è una scelta sempre più popolare. In primo luogo, apporta notevoli vantaggi economici utilizzando fonti energetiche rinnovabili. In secondo luogo, è uno sforzo consapevole per sostenere l’ambiente e tenere d’occhio il benessere del pianeta.

Optare per il fotovoltaico è una decisione importante, che può portare numerosi vantaggi a chi la prende. Ad ogni modo, prima di installare i pannelli fotovoltaici, ci sono diverse cose che bisogna sapere. Ad esempio, non tutti i pannelli sono ugualmente adatti a tutte le impostazioni. Inoltre, potrebbe essere necessario ottenere permessi e autorizzazioni prima di procedere con l’installazione.

Lo scopo di questa guida è quello di fornire le risposte alle tue domande e illuminarti su ciò che dovresti sapere prima di installare i pannelli solari nella tua casa.

Normativa fotovoltaico 2022-23

È importante sfatare ogni credenza e aspettativa errate in merito all’installazione di pannelli solari fotovoltaici, proprio per questo concentriamoci sulla normativa fotovoltaico 2022-23.

La recente normativa nazionale ha considerato l’installazione di impianti solari e fotovoltaici come interventi edilizi gratuiti che non necessitano di permessi o autorizzazioni. 

L’autorizzazione paesaggistica resta comunque necessaria per le costruzioni e le aree di rilevante interesse pubblico. 

Normativa distanza pannelli fotovoltaici

In ambito residenziale è necessario mantenere una distanza minima di 10 mm tra i pannelli fotovoltaici. Inoltre, lo spazio tra le file di pannelli non deve essere inferiore a 4-5 cm.

Norme CEI impianto fotovoltaico

Il settore è disciplinato da un insieme di norme CEI sull’impianto fotovoltaico, che comprendono:

Cosa devo fare se voglio installare un impianto fotovoltaico?

Nel caso di un impianto fotovoltaico familiare, con una potenza tipica di 3kW, è sufficiente avvisare preventivamente il Comune. In alcuni casi si deve seguire anche un Procedimento Semplificato di Autorizzazione, agevolato dal Comune competente.

Per iniziare i lavori di costruzione è necessario presentare all’Ufficio Tecnico del proprio Comune un avviso di inizio lavori, accompagnato da una dettagliata relazione di un progettista abilitato.  Non c’è bisogno di attendere una risposta dal Comune per procedere in quanto i lavori possono iniziare dopo pochi giorni.

Dal 2011 la DIA (dichiarazione di inizio attività) è stata sostituita dal Procedimento Autorizzativo Semplificato. Tale procedura prevede la presentazione di una dettagliata relazione firmata da un progettista abilitato e corredata di idonea documentazione progettuale, nonché della prova della compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici e con la normativa edilizia. Devono essere rispettate anche le norme di sicurezza e igiene.  La presentazione deve pervenire al Comune almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.

Quanti kW si possono installare senza permessi?

Semplificato l’iter per l’ottenimento di permessi e autorizzazioni per un impianto fotovoltaico in casa per chi cerca una potenza massima di 200 kW. Basta l’applicazione del “Modello unico semplificato”, che elimina la necessità dell’intervento del governo. Vale la pena notare che in precedenza solo quelli con sistemi che generano meno di 50 kW erano idonei per il processo semplificato.

Che permessi servono per il fotovoltaico?

Grazie alle nuove norme sulla libera edilizia, l’installazione di impianti fotovoltaici può essere effettuata senza necessità di alcun permesso o autorizzazione da parte del Comune. Ciò significa che, salvo limitati casi previsti dalla legge, l’installazione di impianti fotovoltaici è uno dei pochi interventi che non necessita di preventiva autorizzazione.

Di volta in volta, si presenta uno scenario distinto riguardante i sistemi che hanno moduli da collocare in spazi condominiali condivisi, che richiedono una valutazione individuale.

Quando non si può installare il fotovoltaico?

Il Decreto Ministeriale del 2 aprile 1968, prevede precisi confini che devono essere rispettati per quanto riguarda le pratiche edilizie e le norme urbanistiche.

Secondo il testo, l’installazione di un impianto fotovoltaico è un intervento edilizio generalmente a libera esecuzione, salvo nei casi in cui l’intervento avvenga in aree urbane che vantano un carattere storico, artistico o ambientale rilevante. Questo regolamento si applica principalmente ai centri storici.

Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ha integrato quanto previsto dalla predetta normativa.  L’estensione di tali norme si applicava non solo alle aree protette soggette a vincolo paesaggistico ma anche ai centri storici.

I pannelli che si trovano a terra non sono considerati nel processo di semplificazione, forse per conservare l’uso del suolo.  Inoltre, impianti in regioni o su strutture che rivestono particolare rilevanza o sono esteticamente gradevoli, e sono soggetti a vincoli storici o paesaggistici di cui all’articolo 136 del codice dei beni culturali e del paesaggio, che ingloba i centri storici.

Fotovoltaico in zona a vincolo paesaggistico

È importante sfatare ogni credenza e aspettativa errate in merito all’installazione del fotovoltaico in zona a vincolo paesaggistico.

Sebbene siano in atto misure per liberalizzare l’uso, è altrettanto importante riconoscere la presenza di vincoli paesaggistici. Tali vincoli si differenziano in base alla finalità di tutela, ai divieti e ai requisiti previsti dalla legge di riferimento, dal decreto ministeriale o dal piano paesaggistico regionale. Ad esempio, per mitigare l’impatto visivo dei pannelli solari, un piano paesaggistico o un decreto di vincolo può imporre l’uso di pannelli rossi che si confondono con i tetti in tegole. Analoghi criteri e orientamenti sono verosimilmente in vigore per edifici ubicati in centri storici o in zone di particolare pregio.  

Di conseguenza, è fondamentale consultare preventivamente un tecnico qualificato per determinare eventuali vincoli e precauzioni necessarie.

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